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L’iPad e la regola del divano

L’iPad sarà un successo. Ne è sicuro Walt Mossberg, il guru tecnologico del Wall Street Journal (“Un oggetto che cambierà le regole”), e anche David Pogue, controparte critica del New York Times (“E’ solo ungigantesco iPhone Touch”) pare essersi arreso a questa verità. E mentre l’immarcescibile Greg Packer – il primo acquirente di un iPhone nel 2007 (lo vedete in forma smagliante nella foto a sinistra) – si è messo in fila già mercoledì sulla Quinta strada di New York in attesa dell’apertura dell’Apple Store, anche gli analisti non mostrano dubbi sul fatto che l’iPad sarà un gadget killer. Se le previsioni di vendita tra sabato e domenica sono tra le 200 e le 400 mila unità, sulla lunga distanza le


performance della nuova creatura di Jobs appaiono clamorose: almeno 7 milioni di unità vendute nell’arco del 2010, 14,5 milioni entro 2011, oltre 20 milioni arrivando al 2012. Che si tratti della prima versione, quella che esordisce tra mille attese negli Usa (e che arriverà da noi a fine mese) senza Flash, camera digitale e costosa (a partire da 499 dollari), o quella migliorata – in puro stile Apple – già attesa per l’anno prossimo, poco importa. L’iPad sarà un successo, lo dicono anche i lettori di Corriere.it: in un sondaggio che abbiamo lanciato le settimane scorse , il 50% dei votanti ha detto che non lo comprerà, ma la restante metà si dice sicura dell’acquisto (il 30% subito, il 20 nella/e nuova/e versione/i).

E perché sarà un successo? Per tutte le ragioni che potete leggere ovunque su siti e giornali, perché è un oggetto nuovo e rivoluzionario – di cui ancora non sentiamo il bisogno, ma del quale presto non potremo fare a meno (potenza del marketing) -, perché si potranno vedere video, navigare in Rete, giocare e leggere libri e giornali ovunque ci troviamo. Sono molti i perché, ma solo uno rende l’iPad (e i suoi simili che arriveranno) un oggetto dal futuro sicuro: la sua perfetta complementarità con il divano di casa. Ebbene sì, come ci conferma da oltre 20 anni la famiglia Simpson, il divano è il punto focale di ogni essere umano medio e della sua famiglia. Ma se sul divano siamo attratti dalla tv, sarà poi il divano stesso a spingerci verso l’iPad (nella foto a sinistra, il protagonista di una sit-com americana – Modern Family – usa l’iPad sul… divano!). Perché il tanto cercato oggetto unico da salotto, quello multifunzionale di cui per primo parlò Bill Gates, molto probabilmente non sarà la televisione né sarà attaccato allo schermo tv (anche se a volte potrà esserlo, a seconda delle necessità). Saranno l’iPad e i suoi discendenti. Che ci permetteranno di navigare in Rete comodamente (dal divano) e liberamente, senza doversi accontentare delle porzioni proposte dalle nuove tv collegate al Web (la cosiddetta Splinternet). Che ci permetteranno di usare videogiochi semplici e poco impegnativi, della durata anche di pochi minuti a partita, in un atteggiamento sempre più casual e meno hardcore. Che permetteranno di leggere libri, giornali e riviste sempre nuovi, senza neanche far la fatica di alzarci, appunto, dal divano. Arriva l’era del couch computing, magari sperando poi di non evolverci in stile Wall-e (vedi immagine a destra).

Fonte: www.vitadigitale.corriere.it


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